Vinaria
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Il taccuino di degustazione per chi il vino se lo vuole ricordare: gratuito, senza pubblicità, con i tuoi dati che restano tuoi.
Un taccuino di degustazione. Registri i vini che hai o che assaggi, compili una scheda tecnica strutturata (esame visivo, olfattivo, gustativo e valutazione finale) e ti resta lo storico di tutto quello che hai bevuto, con le tue parole e i tuoi punteggi.
Niente, per ora. Vinaria non ha pubblicità né acquisti dentro l'app. Ci sono due piani: Assaggio, gratuito e senza scadenza, e Riserva, che per adesso si chiede a chi ti ha invitato e non si paga.
In Assaggio scrivi tutto quello che vuoi, per sempre: cantina, schede, serate, guida. Restano fuori scaricare i tuoi dati e le pagine da stampare. Le cose che legge la macchina al posto tuo (l'etichetta dalla foto, la trascrizione delle note vocali) le provi tre volte per ciascuna, di benvenuto, e poi sono comprese in Riserva. Se Riserva ti viene dato in prova per qualche giorno, alla fine si torna in Assaggio da soli: non si perde niente e non si paga niente.
No. La scheda ha due modalità: quella semplice chiede profumi, punteggio e note, e si compila in un minuto con una mano sola. Quella approfondita apre tutte le scale, per chi vuole allenarsi o è abituato alla scheda tecnica.
Per salvare sì, ma quello che scrivi non si perde: la compilazione resta nel telefono e la ritrovi alla riapertura. Vale anche per la scheda del vino, non solo per la degustazione. Vinaria si installa come app dalla schermata Home, e le pagine che hai già aperto si rileggono anche senza campo.
Italiano e inglese, e si cambia dal profilo (o dal piede della pagina, prima di entrare). Il vocabolario del vino è tradotto voce per voce, non a macchina: «Rosa cerasuolo» resta un colore e non diventa una ciliegia.
La foto va a un modello di visione in cloud (Groq, e Mistral quando Groq non risponde), che non la usa per addestrare i propri modelli. Quello che viene letto si aggancia alla guida interna delle denominazioni, italiane e del mondo, e ti viene sempre mostrato prima di salvare: l'ultima parola è tua. Puoi fotografare anche il retro: annata, gradazione e formato spesso stanno solo lì.
Sì: tre volte si prova anche con Assaggio, poi è compresa in Riserva. Parli come parleresti a un amico («rosso rubino, naso di amarena e cuoio, tannino ancora vivo, ottantotto») e Vinaria mette le parole nelle caselle giuste, lasciandoti rileggere tutto prima di salvare. La registrazione resta allegata alla scheda: la trascrizione è un aiuto, la tua voce è il documento.
Una scheda che parte col vino coperto: non vedi né nome né annata, scrivi la tua ipotesi e solo al salvataggio scopri che cos'era. Le scale non si restringono al colore del vino, perché anche un suggerimento è un indizio; per averle tutte davanti, bollicine comprese, apri la modalità approfondita. È il modo migliore per capire quanto stai imparando.
A misurare la persistenza in bocca: parte quando deglutisci e si ferma quando il gusto va via. I secondi diventano il gradino della scala (poco persistente, persistente, molto persistente) senza che tu debba tradurli.
Il ritratto dei tuoi gusti, disegnato dalle schede che hai scritto: dolcezza, acidità, tannino, corpo, alcol. Non lo compili tu, esce dai tuoi voti. Serve a te per riconoscerti, e a Vinaria per i consigli.
No: metti zero bottiglie e resta un vino assaggiato, con la sua scheda. Le bottiglie che hai davvero si contano una per una, con formato e prezzo, e quando ne apri una la scali dalla giacenza dicendo se l'hai bevuta, regalata, venduta o rotta.
Ogni vino ha una finestra di bevibilità in anni: la stima Vinaria incrociando la denominazione con il colore, lo stile e i vitigni di quella bottiglia, e la puoi correggere a mano quando vuoi. La pagina «pronto da bere» divide la cantina in quattro: da aprire subito, quest'anno, pronte adesso, lasciale riposare.
Il taccuino dei vini che vuoi cercare: li appunti da una serata, da un consiglio o a mano. Quando ne compri uno lo segni come comprato, e da lì lo registri in cantina con il modulo già compilato con quello che avevi appuntato.
Sì, ma non da un catalogo: dai tuoi voti. Guarda quali denominazioni hai amato e quali profili di palato ti somigliano, e propone denominazioni della guida che non hai ancora provato. Poi tiene il conto di quanto ci ha azzeccato: se un consiglio ti è piaciuto lo si sa, e la volta dopo sbaglia meno.
Sì, da CSV: si indica quale colonna è cosa e si vede l'anteprima prima di scrivere niente. Lo stesso modulo rimette dentro un backup, se hai bisogno di tornare indietro.
Sì: uno dei due genera un codice, l'altro lo scrive e da quel momento la cantina è di entrambi, con le schede di ciascuno che restano sue. Si scioglie quando volete, e ognuno si tiene quello che ha scritto.
Solo la scheda o il vino che hai condiviso, in sola lettura, senza bisogno di registrarsi. Restano fuori il prezzo, quante bottiglie hai, le note vocali e le ipotesi delle degustazioni alla cieca. Il link si revoca quando vuoi, e da quel momento non apre più niente.
Una degustazione con altre persone attorno allo stesso tavolo: apri la serata, metti i vini, e ognuno vota dal proprio telefono. Alla fine si vedono la classifica, le medie e chi ha votato come te. Chi partecipa non deve avere un account: entra con un codice, scrive il suo nome e vota. Se poi si registra, quello che ha scritto se lo porta con sé.
C'è una modalità pensata per stare in piedi con il bicchiere in mano: una riga per vino, due tratti di penna e via, e il resto si completa a casa. Quello che scrivi resta nel telefono anche senza campo, e sale appena la rete torna.
Sì: fotografi la carta e Vinaria ti dice quali di quei vini conosci già (e come li hai votati), quali somigliano al tuo palato e in che fascia di prezzo stanno. Serve a scegliere in due minuti, non a dare un voto al ristorante.
Sì, con Riserva: dal profilo scarichi tutto in JSON, la cantina in CSV per Excel, e ogni scheda si stampa o si salva in PDF. In Assaggio lo scarico e la stampa sono chiusi, ma i dati restano tuoi e non si tocca niente: appena hai Riserva te li porti via tutti, e una copia puoi comunque chiederla scrivendo all'indirizzo dei termini. Se cancelli l'account spariscono davvero anche le fotografie.
La mappa di dove sei stato col bicchiere: un timbro per ogni regione e per ogni paese da cui hai bevuto qualcosa, con quanti vini e quale ti è piaciuto più di tutti. È il modo più veloce per accorgersi che di Alto Adige non hai mai scritto una riga.
Una pagina che riassume i tuoi dodici mesi di vino (quante schede, quali regioni, il voto medio, il vino dell'anno) in una figura che si salva e si manda a chi vuoi. La fa Vinaria, non la scrivi tu.
Se vuoi: puoi ricevere un avviso sul telefono quando una bottiglia entra nella sua finestra o sta per uscirne. E con Riserva puoi abbonare il calendario del telefono alle finestre della tua cantina: le date si aggiornano da sole. Gli avvisi partono solo dopo che hai dato il permesso, e si spengono dal profilo.
Le regole per esteso: privacy e termini del servizio.